Greenpeace "Missione possibile: Salviamo le Balene".
 

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IL DIARIO DI CATERINA NITTO
Un’attivista italiana per salvare le balene ©Greenpeace Italia

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Caterina Nitto, skipper di professione e attivista di Greenpeace, in azione per fermare le navi baleniere giapponesi e difendere le balene.

Tratto da  http://oceans.greenpeace.org/it/

L'Esperanza e l'Arctic Sunrise - due navi della nostra flotta - hanno lasciato il porto di Città del Capo per difendere le balene nelle gelide acque dell'Oceano Indiano Meridionale: è iniziata così "A Year in the Life of Our Oceans", la spedizione navale più complessa che Greenpeace abbia mai organizzato, un viaggio lungo ed emozionante, attraverso i mari di cinque continenti, per salvare gli oceani e promuovere un network di aree marine protette.

 A bordo dell'Esperanza anche un'attivista italiana: Caterina Nitto.  

Il successo della prima fase di questa spedizione, confermato dalle dichiarazioni del governo giapponese che ha ammesso pubblicamente l'efficacia della protesta di Greenpeace, lo dobbiamo a Caterina e alla tenacia di tutti gli altri attivisti che, come lei, hanno sfidato le acque antartiche e gli arpioni dei balenieri, per denunciare l'assurdità di un massacro che i giapponesi continuano a perpetrare, con la scusa della ricerca scientifica.

Caterina ha 32 anni, è nata a Milano e, durante l'estate, lavora come skipper in Sardegna. Da tre anni è attivista di Greenpeace. Nei giorni scorsi, è stata in prima linea, alla guida dei nostri gommoni, per difendere le balene e ostacolare le operazioni di caccia dei giapponesi. Il suo coraggio, la sua passione e la sua determinazione hanno fatto il giro del mondo. Le radio, le televisioni e i giornali hanno parlato molto di lei: "L'Italia ha un nuovo eroe".

Ecco alcune delle testimonianze che Caterina ci ha inviato direttamente dalla nave Esperanza:

DIARIO DI BORDO

9 dicembre 2005

Sono senza parole, ma cercherò comunque di condividere con voi le sensazioni che sto provando in questi giorni. Navigare in mezzo agli iceberg a bordo dell'Esperanza è un'esperienza incredibile, ma navigare a 56 gradi di latitudine in mezzo al ghiaccio a bordo di un gommone di 6/7 metri è molto più che incredibile, rasenta i limiti del reale.
Sono senza parole, ma cercherò comunque di condividere con voi le sensazioni che sto provando in questi giorni. Navigare in mezzo agli iceberg a bordo dell'Esperanza è un'esperienza incredibile, ma navigare a 56 gradi di latitudine in mezzo al ghiaccio a bordo di un gommone di 6/7 metri è molto più che incredibile, rasenta i limiti del reale. 

Siamo circondati da centinaia di isole di ghiaccio, sbucano dall'orizzonte o dalla nebbia, ognuna con una forma differente, una più affascinante dell'altra. Gli iceberg nascondono forme e colori inimmaginabili. Quando ci si avvicina si scoprono grotte, spaccature e addirittura laghi. Mai avrei potuto immaginare che il bianco nascondesse così tante sfumature. Lo spettacolo è talmente incredibile che ci si dimentica del freddo pungente che ti spacca le labbra.

Ci stiamo avvicinando sempre più alla zona di caccia dei giapponesi e i preparativi si fanno sempre più intensi. Abbiamo anche cominciato a studiare il giapponese! John, traduttore ufficiale, tutte le sere dopo cena ci fa lezione. Così potremo tradurre gli insulti che ci tireranno!!!

20 gennaio 2006

Vi chiedo perdono per non essermi fatta viva per così tanto tempo, ma la stanchezza, sia fisica che mentale, ha iniziato a farsi sentire. Ho dovuto sfruttare ogni istante libero per dormire e rilassarmi. Ma oggi sono stata ricompensata di tutta la fatica e di tutte le energie spese in questi ultimi due mesi.
Vi chiedo perdono per non essermi fatta viva per così tanto tempo, ma la stanchezza, sia fisica che mentale, ha iniziato a farsi sentire. Ho dovuto sfruttare ogni istante libero per dormire e rilassarmi. Ma oggi sono stata ricompensata di tutta la fatica e di tutte le energie spese in questi ultimi due mesi.

Che giornata! Ieri abbiamo ufficialmente abbandonato la flotta giapponese, abbiamo portato a termine il nostro compito qua giù, ora entrano in campo le forze politiche ed economiche. Per questo gli uffici di GP di tutto il mondo stanno lavorando sodo sull'onda dei nostri risultati.

Ma torniamo ad oggi. I nostri due comandanti, Frank [ comandante dell'Esperanza ] e Arne [ comandante dell'Arctic Sunrise ], hanno deciso di farci un regalo, il più incredibile regalo abbia mai ricevuto in vita, una passeggiata sui ghiacci perenni del continente antartico. Abbiamo fatto rotta verso sud fino ad andare letteralmente a sbattere contro il ghiaccio. Gli iceberg hanno iniziato ad intensificarsi e ha essere collegati tra loro da un mare denso, sempre più denso fino a diventare compatto. La nostra nave, che è una categoria inferiore di rompighiacci, si è dovuta fermare qualche miglio prima che l'oceano diventasse troppo spesso, mentre l'Arctic Sunrise ha avuto la sua rivincita spingendosi dritta dritta verso il cuore.

Il nostro equipaggio è poi stato trasferito a bordo dell'AS utilizzando l'elicottero, scusate ma credo di non essere in grado di descrivere lo spettacolo che ho potuto ammirare da lassù. Il mitico comandante dei ghiacci Arne ha testato alcune zone puntando il naso della nave come per fiutare il territorio fino a quando ha trovato la "banchina" di suo gradimento. A questo punto scaletta fuori bordo e via!!! Sullo sfondo le cime delle montagne dell'Antartide e tutto intorno enormi blocchi di ghiaccio dalle incredibili forme. Per la prima volta dopo due mesi e mezzo abbiamo messo i piedi su qualcosa che all'inizio sembra fermo, ma che in realtà se si guarda e si ascolta con attenzione si percepisce che è in continuo, perenne movimento. Solo scrutando con attenzione le crepe più profonde che cigolano e sfregano si riesce effettivamente a sentire il movimento. Molti pinguini sono venuti ad accoglierci con il loro impeccabile smoking, chissà cosa hanno pensato e cosa si sono detti. "Chi sono questi pazzi tutti vestiti di arancione e con buffi occhiali da sole?!? E questa enorme balena verde con un arcobaleno sul fianco da dove sbuca fuori?!?" Mi sento la persona più fortunata del mondo. Posare i piedi dove mai nessun uomo è mai stato ti fa venire i brividi. Ma ora ci aspetta un duro rientro verso Cape Town, i 50 urlanti e i 40 ruggenti ci stanno aspettando.

23 gennaio 2006

Ciao colleghi, qui è Caterina che vi scrive dall'Oceano Indiano Meridionale. Non credo di esserne del tutto capace, ma voglio comunque provare a condividere con voi la più incredibile esperienza della mia vita.
Ciao colleghi, qui è Caterina che vi scrive dall'Oceano Indiano Meridionale. Non credo di esserne del tutto capace, ma voglio comunque provare a condividere con voi la più incredibile esperienza della mia vita. Sono pronta a scommettere che molti fra noi hanno deciso di diventare attivisti di Greenpeace dopo aver visto le entusiasmanti immagini della leggendaria campagna contro la caccia alle balene. Mitici attivisti fricchettoni a bordo di minuscoli gommoni che si imbattono contro agguerrite navi baleniere per difendere questi enormi e pacifici cetacei. Anche il più rude degli scettici ne rimarrebbe toccato. La campagna contro la caccia alle balene è solo una goccia nell'oceano di attività che GP porta avanti, ma ammetto spudoratamente di esserne sempre rimasta affascinata.

Ancora faccio fatica a rendermene conto, ma a alla fine dello scorso novembre sono salpata da Città del Capo (Sudafrica) a bordo dell'Esperanza con rotta sud-est all'inseguimento della flotta baleniera giapponese nell'Oceano Indiano Meridionale. Non so se sia fortuna o perseveranza, ma ciò che conta è il risultato. Greenpeace mi ha dato la possibilità di realizzare uno dei miei più grandi sogni e lo ha fatto nel migliore dei modi. Da quando sono piccina (non che ora sia grande) sogno di navigare in mezzo ai ghiacci che circondano l'Antartide, ma mai avrei creduto di poterlo fare a bordo di una nave di Greenpeace e portando avanti una campagna così speciale.

Raggiungere i 65 gradi sud di latitudine non è stata un'impresa facile, le condizioni meteo attorno ai 50-60 gradi sono particolarmente bizzarre e possono scatenarsi in bufere micidiali. Quando si naviga con forza 10/11 anche le attività più semplici, come dormire, andare in bagno o farsi una doccia, diventano imprese eccezionali. Ma dopo tanta fatica arrivano gli iceberg ad aprirci il cuore. Sembrano delle creature viventi, cambiano forma e colore a seconda da dove li guardi e danzano tra le onde mostrando tutta la loro imponenza. Sbucano dall'orizzonte o dalla nebbia, ognuno con una forma differente, uno più affascinante dell'altro. Quando ci si avvicina si scoprono grotte, spaccature e addirittura laghi. Mai avrei potuto immaginare che il bianco nascondesse così tante sfumature. Navigare in mezzo ai ghiacci a bordo dell'Esperanza è un'esperienza incredibile, ma navigare a 60 gradi di latitudine in mezzo agli iceberg a bordo di un gommone di 6/7 metri è molto più che incredibile, rasenta i limiti del reale.

A bordo dell'Esperanza abbiamo cinque gommoni, tre a idrogetto e due più piccoli con motore fuoribordo, troppo piccoli per essere utilizzati da queste parti. Non capita tutti i giorni di timonare un gommone a idrogetto in mezzo agli iceberg e di fronte ad un arpione carico di esplosivo. Per questo, anche se molti fra noi hanno parecchia esperienza, ci siamo allenati molto durante il primo mese di navigazione sia per migliorare le tecniche di guida che per prepararci fisicamente e mentalmente.

La vista delle baleniere è inquietante, ma ciò che più mi ha colpito è l'intenso odore di sangue e morte che le avvolge, ti toglie il respiro. Le navi baleniere hanno una forma molto particolare con una prua alta e affilata come una lama. I comandanti, ai quali va tutto il mio rispetto, hanno un'abilità incredibile, sembra che stiano timonando dei giocattoli e gli equipaggi, composti in buona parte da ragazzi giovanissimi, sembrano delle macchine da guerra. Riuscire a piazzare il gommone tra la prua di una baleniera, che naviga come un cavallo pazzo, e una balena disperata in fuga è un'impresa faticosissima, sia per il fisico che per la mente. Quando poi ti rimbomba nelle orecchie e nelle budella lo sparo dell'arpione, il sangue ti si gela. Quando vedi le balene saltare fuori dall'acqua proprio davanti alla tua prua e capisci di essere esattamente nella giusta posizione per proteggerle ti viene istintivo di fare un gran sorriso. Subito dopo gli spruzzi gelidi dritti in gola ti fanno pentire di aver apertola bocca!

Ora siamo sulla via del rientro, abbiamo portato a termine il nostro compito qua giù, ora entrano in campo le forze politiche ed economiche. Per questo gli uffici di GP di tutto il mondo stanno lavorando sodo sull'onda dei nostri risultati. Credo proprio di dover ringraziare Greenpeace, e quindi tutti voi che siete Greenpeace, per avermi regalato un sogno.

A presto

Caterina Nitto