|
Sono passati più di 15 anni quando nel 1993 fu organizzato dall’Adventure Club Foggia il “1° Raid della Pace” con meta la neonata Repubblica Croata (“Il Gommone” n° 120 del 1993), ancora ferita dalla lunga guerra della ex Jugoslavia. L’arrivo dei nostri gommoni era atteso in quel periodo perché rappresentavamo sicuramente la speranza per un futuro “normale”, portavamo regali ai bambini dei campi profughi, una festa che la ricordiamo ancora con tanta emozione. Per alcuni anni eravamo pionieri su questa rotta adriatica, abbiamo girato in lungo e largo la Croazia senza mai incontrare altre barche, senza nessun turista in giro .… ricordi molto belli ma macchiati dalla tristezza di una terra meravigliosa ma violentata da anni tremendi. Per fortuna il “Raid della Pace” in Croazia si fermò alla 5^ Edizione (1998), con il passare degli anni e con lentezza la situazione nei paesi dell’ex Jugoslavia si è andata normalizzando e la Croazia, come giusto che sia, è diventata una delle mete preferite del diportismo nautico.
Per questo motivo a quindici anni di distanza ci è sembrato giusto ricordare e riproporre in calendario la Croazia, sicuramente con uno spirito diverso ma soprattutto per dare la possibilità ai tanti nuovi soci di fare il così detto “Battesimo dell’Adriatico”.
La metà scelta di questa edizione “Over the Sea” di ZARmania è stata l’Isola di Lastovo, 60 miglia a N-E di Vieste, un vero e proprio paradiso naturale. Base logistica l’Hotel Solitudo che ai tempi della ex Jugoslavia era la dimora di lusso degli ufficiali Serbi, oggi una struttura completamente ristrutturata e rimodernata con tutti i comfort, compreso un piccolo ma efficiente “Marina”. L’organizzazione partita dal mese di gennaio ha quasi immediatamente percepito la grande affluenza di partecipazione e di conseguenza ha dovuto adeguarsi ad un numero al disopra di ogni aspettativa. Le iscrizioni infatti si sono dovute chiudere con un mese di anticipo. Ai gommoni dell’Adventure Club Foggia, si sono aggiunti numerosi equipaggi “ZAR” provenienti da tutta l’Italia.
PREPARATIVI DELLA PARTENZA
Già dal lunedì 26 maggio, si è entrati nella fase operativa del raid. Convocato nella sede del Club Foggiano un “Briefing Sicurezza” con gli equipaggi del Club, occorre predisporre una organizzazione che garantisca la sicurezza in mare durante le tappe d’altura, quindi formazione di gruppi, consigli, raccomandazioni, meteo e ultimi dettagli per far si che una flotta di 32 gommoni e 130 persone possano affrontare l’intero raid in sicurezza.
Ne tardo pomeriggio di Giovedì 29 maggio, tutti gli equipaggi sono arrivati, i punti di raduno sono Manfredonia e Vieste, completate le operazioni di varo, carburante e ormeggiati i gommoni finalmente ci si ritrova tutti a tavola e con gli scongiuri del caso si brinda alla partenza. I 32 gommoni sono stati divisi in 5 gruppi, 3 gruppi partiranno da Manfredonia e 2 da Vieste, l’appuntamento con tutti e per l’indomani mattina in Croazia.
VENERDI’ 30 Maggio
Le condi-meteo, monitorate già dai giorni precedenti, sembrano non destare preoccupazione, “Scirocco” in scaduta e “Maestrale” in arrivo, pertanto si decide di partire di primo mattino. Alle ore 7:00 nonostante il numero considerevole di partecipanti tutti sono puntuali, nessuno vuole incocciare nel maestrale previsto nelle ore calde della mattinata. A Manfredonia la presenza di alcune troupe televisive per le riprese della partenza e le interviste di rito, fanno perdere un po’ di tempo sulla tabella di marcia. Quando da Manfredonia arriva finalmente la telefonata che sono tutti in rotta, anche da Vieste si da ufficialmente il “Via” e si prende immediatamente il largo, il mare sembra generoso e l’andatura di crociera fa registrare una media di 28/30 nodi. I gruppi viaggiano tutti separati, con capo gruppo in testa a fare la rotta ed un gommone con i soci più esperti in “coda” a tenere d’occhio tutti gli altri. Le radio, tutte sintonizzate sul canale 72 VHF, danno le informazioni di navigazione dell’intera flotta. Purtroppo però dopo circa 20 miglia da Manfredonia, viene comunicato via radio un problema all’equipaggio Fiorentino di Alfio Frosali, alla sua prima esperienza d’altura. A prima vista pare una cosa seria, il motore entrobordo segnala mancanza d’olio e temperatura alta, sono ancora sottocosta e così gli equipaggi “Maverick” e “Kriss” addetti alla sicurezza, decidono saggiamente di trainare i fiorentini fino al porto di Mattinata, mentre tutti gli altri procedono per la Croazia. Il maestrale comincia a montare e non si può perdere tempo. Assicurato il gommone all’ormeggio ed appurato che il problema al vecchio entrobordo è molto serio (forse grippaggio) non resta purtroppo che la soluzione estrema, per gli sfortunati fiorentini il raid finisce a Mattinata, verranno a prenderli da Manfredonia con carrello e auto. Con molta amarezza ““Maverick” e “Kriss” salutano i fiorentini e proseguono il viaggio reso ormai troppo “allegro” dal maestrale che puntuale comincia a farsi sentire seriamente.
Alle ore 12:00 circa, tutti gli equipaggi del TransAdriatic Raid Boat, sono arrivati a Lastovo ed inizia la lunga ed estenuante coda per le sempre complicate formalità doganali.
Nel frattempo si è aggiunto alla flotta di gommoni anche l’atteso equipaggio Ungherese, uno ZAR 65 arrivato con macchina e carrello a Spalato e poi via mare fino a Lastovo per unirsi a “ZARmania Over The Sea”. Nella baia di Ublj è uno spettacolo vedere tanti Zar ed il Patron del Raid, Piero Formenti a bordo di uno splendente Zar 75 proveniente da Genova, sembra più che soddisfatto per come si sono comportati i suoi “Musi Neri” come ama definirli. Al ridosso è una splendida giornata di sole rinfrescata dal maestrale, ci sono proprio tutti, sono arrivati anche “Maverick” e “Kriss” reduci dal soccorso Fiorentino, così il Comandante in Capo “Yena” salutati tutti, dà “ordine” di raggiungere alla spicciolata l’albergo. Nel pomeriggio tutti i gommoni sono ormeggiati nel marina dell’Hotel Solitudo. Il tesoriere e responsabile logistica dell’Adventure Club Foggia, Franco Pisanelli alias comandante “Per…Bacco” (chissà perché) – è stato immediatamente soprannominato “Preside” per la sua “determinazione” con cui è riuscito a sistemare con “ordine e disciplina” l’intero esercito di gommonauti, nonostante mancasse all’appello qualche stanza dall’ultima roaming-list.
A cena, su un terrazzo con panorama mozzafiato e tramonto ivi compreso, finalmente tutti e 130 i partecipanti si ritrovano felici di questa nuova avventura partita nel migliore dei modi.
L'isola di Lastovo (Lagosta) è considerata, dal punto di vista naturalistico, uno dei dieci paradisi di tutto il Mediterraneo ed è stata recentemente dichiarata Parco Naturale. Il territorio dell'isola è ricoperto da boschi e da una natura rigogliosa, lungo le sue coste frastagliate e maestose si aprono delle baie bellissime. L'isola si trova al centro di un arcipelago formato da 45 isolette (Lastovini), tutte disabitate. Lastovo come l'isola di Vis, è stata aperta ai turisti solo dal 1991 subito dopo la guerra, prima infatti era tutta militarizzata come del resto lasciano presupporre i due bunker per sottomarini che si celano nella costa e le tante casematte lungo la costa puntate verso l’Italia, in attesa forse di una “improbabile” invasione occidentale. Nel novembre 1918 dopo la prima Guerra Mondiale, l’isola denominata Lagosta, venne occupata dall’esercito italiano a seguito dell'accordo segreto stipulato a Londra nel 1915 tra l'Italia e le forze dell'Intesa. L'annessione di Lagosta al Regno d'Italia si basa sul Contratto di Rapallo del 12 novembre 1920, ed ha per conseguenza l'incorporazione del comune nel distretto di Zara. La gestione italiana dell'isola è caratterizzata dal soffocamento dell'identità nazionale della popolazione, da un evidente aumento del numero di abitanti, da una fiorente attività edilizia. E’ curioso sapere ad esempio che tutti i vecchi dell’isola parlano perfettamente l’Italiano e nei loro racconti i ricordi italici della loro gioventù . L'8 giugno del 1943, con la capitolazione dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, segna la fine del dominio italiano e Lagosta ridenominata Lastovo viene annessa alla Repubblica della Jugoslavia diventando la sentinella armata in difesa delle città di Spalato e Dubrovnik.
SABATO 31 Maggio
Un mare lagunare ed una splendida giornata accompagna i gommoni alla tappa con destinazione l’isola di Korcula, un passaggio nella baia di Zaklopatika per salutare vecchi amici e poi a tutta velocità vengono affrontate le 20 miglia che separano Lastovo dalla estrema punta Est di Korcula. Doppiato il faro di Lumbarda la navigazione prosegue quasi a dislocamento nel canale di isole che arriva fino all’antico borgo di Korcula, lo spettacolo è veramente unico ed alla già numerosa flottiglia del “Raid” si uniscono alcuni Zar Croati. L’arrivo è presso il Marina ACI di Korcula che per l’occasione ospita all’ormeggio tutta la flotta dei gommoni. Il porticciolo turistico del “Marina ACI” è sicuramente tra i più caratteristici e funzionali della Croazia, sorge proprio ai piedi dell’antica città vecchia dove domina il Leone di Venezia, tra i vicoli all’interno delle mura si respira aria veneziana, la caratteristica architettonica del borgo medioevale è inconfondibile e ci riporta agli antichi splendori della Repubblica Veneziana.
Veniamo accolti dalla dott.ssa Stanka presidente del Assessorato al Turismo dell’isola e da Mirko Vilovic responsabile del “Htp Korcula Hotels”, con un cocktail di benvenuto presso l’Hotel Korcula prospiciente le antiche mura, dop o
i convenevoli alcune guide ci accompagnano in un giro turistico della città, con visita alla casa di Marco Polo.
Il rientro a Lastovo ci riserva una sorpresa, diciamo pure attesa e prevedibile.
Il maestrale ha preso forza, con raffiche oltre i 40 nodi, si ritarda il rientro nella speranza che cali ma l’attesa è inutile, nel tardo pomeriggio le 20 miglia che ci separano da Lastovo diventano molto impegnative, con onde alte e ravvicinate proprio di prua. I gommoni se pur a fatica, risalgono il maestrale, la navigazione procede lenta quasi a dislocamento. Alcuni equipaggi preferiscono allungare con una rotta più larga per cercare di prendere il mare più al traverso. Guadagnare il ridosso diventa l’obiettivo più agognato, la tappa viene comunque portata a termine da tutti senza nessun problema,
la sera a cena tutti i tavoli sono coloriti da racconti avventurosi… come nella più bella tradizione marinara. E’ stata una tappa da vero e proprio raid, una navigazione dura per uomini duri, ma affrontata da tutti con determinazione ed esperienza.
DOMENICA 1 Giugno
Per l’intera notte il vento non ha dato segni di resa, così la domenica mattina già dalle prime ore il mare è imbiancato da un maestrale teso e rinforzato da raffiche niente male. Si decide prudentemente di saltare la tappa per Mljet evitando così un rientro peggiore del giorno precedente, l’organizzazione comunica “giornata libera” dedicata all’isola di Lastovo. La decisione tanto “attesa” è stata apprezzata ed accettata da tutti “senza alcuna riserva”, così a gruppi sparsi ognuno si sceglie una meta, i gommoni del raid sono a caccia di ridosso e relax per la gioia di donne e bambini. Le notizie via radio sono chiare e non lasciano ombra di dubbio, tutti o quasi tutti vanno alla scoperta delle incantevoli baie di Lastovo, ma l’obbiettivo finale e la ricerca di ristorantini tipici o meglio capanni di pescatori per una grigliata di pesce fresco. E’ una bella giornata soleggiata ma rinfrescata dal forte maestrale, a Porto Rosso l’equipaggio di “AntoBella” improvvisa cernia alla brace per tutti, il comandante “Pascià” soprannominato “Braciola” dagli amici dell’A.I.S. di Roma festeggiano non so cosa con vino e pesce fresco, a Zaklopatika dall’altra parte dell’isola Piero Formenti e un gruppo nutrito di Zar sono nella taverna di Lukas a mangiare aragosta, Yena, Willy e Jugo dopo alcune decine di miglia percorse nella affannosa ricerca del “Paradiso Perduto”, finalmente si fermano in una incantevole baia dall’acqua cristallina per un bagno fresco ma ristoratore.
Si rientra nel tardo pomeriggio e tutti i gommoni prima di ormeggiare provvedono al carburante per il rientro in Italia del giorno dopo. Sono già passati 3 giorni ed un velo di nostalgia comincia a trapelare sui volti di tutti. La serata si conclude con una cena di “Gala” a base di “brodino croato” ma con un ricco maialino alla griglia per secondo, una prelibata specialità dell’isola. Assecondiamo la tradizione culinaria croata e la serata si conclude con la cerimonia di premiazione per tutti gli equipaggi partecipanti con una performance fuori programma delle “VELINE” o meglio delle ormai “VELONE dell’Adventure Club Foggia.
Il presidente Marcello Cavallo, ringrazia tutti ed in particolare gli sponsor tra cui il Patron del raid “Piero Formenti” che a suo dire è più che soddisfatto per come è andata questa prima edizione di “ZARmania over the Sea”, sicuramente da ripetere.
Per tutti gli equipaggi partecipanti una ceramica dipinta a mano dai bambini dell’A.B.C. di Foggia (Associazione Bambini Cerebrolesi), un omaggio che i bambini disabili hanno ritenuto fare a tutti i gommonauti del raid in attesa della nuova edizione di “Mare Senza Barriere”. Quattro giorni intensi di mare a 360°, avventura e tante nuove amicizie ci si lascia con la promessa di reincontrarci tutti per il prossimo anno.
LUNEDI’ 2 Giugno
Il rientro in Italia è stato pianificato la sera precedente sorseggiando una grappa “Ungherese”, sono stati rimodulati tutti i gruppi, i primi a partire sono gli equipaggi che dovranno alare i gommoni il rientro nelle proprie città, così fanno rotta diretta per Manfredonia, mentre quasi tutti gli equipaggi dell’Adventure Club Foggia puntano su Vieste. La traversata procede senza problemi, uno “sci rocchetto” si contrappone al maestrale ormai in scaduta, a dieci miglia da Lastovo l’equipaggio “Jugo” avvista un Capodoglio e ne da notizia via radio, ogni tanto qualche delfino rallegra la traversata. L’arrivo a Vieste e quasi contemporaneo con l’arrivo a Manfredonia del gruppo “Formenti”. Solamente quando è confermato l’arrivo di tutti, Yena, Perbacco ed Anemone entrano in porto a Vieste e comunicano via radio alla Guardia Costiera la conclusione del Raid. Tutti i gommoni si ormeggiano ospiti del pontile “La Darsena” di Vieste, c’è aria di festa e di soddisfazione per come è andata questa nuova avventura del Club Foggiano, come da tradizione presso la Lega Navale di Vieste si brinda alla buona riuscita del raid. La manifestazione si chiude ufficialmente con una “grande” mangiata di pesce presso la trattoria dei “Tre Archi” nel centro storico di Vieste.
L’Adventure Club Foggia anche con questa nuova iniziativa ha dimostrato come la passione per il mare e l’avventura possano essere condivise da tutti, se l’esperienza e la conoscenza diventano un bene da cui attingere, voglio concludere questo racconto con una frase di “Raid-man Adventure47 (Giovanni Bracco)” sul forum Gommoni & Motori nelle pagine dedicate al “Transadriatic Raid Boat”:
“La semplicità é la base dell’affidabilità, che é vitale in volo, indispensabile in mare e fondamentale anche a terra”, una frase che rispecchia in pieno la filosofia che da oltre 25 anni rispecchia questo strano Club di ormai vecchi gommonauti, formato prima di tutto da amici che condividono le stesse passioni, amano e rispettano profondamente il mare………… grazie Giovanni e come si dice dalle nostre parti…. ci hai proprio “AZZECCATO”.
L’Adventure Club
Foggia ringrazia:
-
ZAR by FORMENTI (gommoni);
-
NAUTICA MICUCCI di Foggia (allestimenti gommoni e attrezzature nautiche);
-
L'HOTEL SOLITUDO Lastovo – Croazia (organizzazione turistica e ospitalità);
-
HTP KORCULA HOTELS D.D. (ospitalità e reception a Korcula);
-
MARINA ACI KORCULA (ospitalità e ormeggio a Korcula);
-
BLUE MARINE S.n.c. (prodotti per la manutenzione dei gommoni);
-
LEGA NAVALE DI VIESTE (per la sempre cordiale ed indispensabile collaborazione);
-
GUARDIA COSTIERA di VIESTE (Sicurezza in mare);
|