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“I pellicani dell’Adventure Club Foggia sono i primi ambasciatori italiani nella
neonata Repubblica del Montenegro, il raid nautico il primo evento sportivo tra
due Stati Sovrani indipendenti”
di Marcello Cavallo
foto di Marcello Cavallo, Saverio Fatone, Michele Paciello
“...Il
più bello dei mari è quello che non
navigammo...”
così inizia una bellissima poesia di Nazim Hikmet e così inizia
anche questa nuova avventura con meta una terra stupenda ma
che una serie di circostanze volute dall’uomo (la guerra dei
Balcani) ha reso questo desiderio un sogno sempre problematico
da realizzare.
Questa meta, accarezzata da anni, è la
Repubblica del Montenegro. L’ultima volta, alcuni anni fa, il
viaggio fu bruscamente interrotto da una avaria al motore
proprio all’ingresso delle Bocche di Kattaro. Siamo in pieno
inverno e si cominciano a delineare i programmi del Club, le
proposte sono come al solito tante e sempre tutte
interessanti. Nel frattempo ho notizie da un amico
Montenegrino che da loro c’è un gran fermento politico e
culturale, in primavera ci sarà un referendum per l’autonomia
e l’indipendenza dalla Serbia, vogliono rompere l’isolamento
con il mondo occidentale e riavvicinarsi all’Europa. Questo
basta per far scattare la molla organizzativa per un nuovo
raid in gommone da farsi nei primi di Giugno. Si discute poco,
l’idea entusiasma l’intero Club, veterani e neofiti sono già
in fermento. So che ci saranno alcuni problemi da risolvere,
l’organizzazione deve essere come al solito perfetta e
garantire la sicurezza in mare per tutti. La traversata
adriatica prevede una rotta tutta in altura di 140 miglia, per
un totale di quasi 400 miglia da fare in pochi giorni. Conosco
le insidie di questo nostro mare così bizzarro ed
imprevedibile, ma l’inverno è fatto per sognare e progettare
nuovi viaggi, tutti i problemi nascono per essere risolti così
già dai primi di Gennaio si inizia a lavorare per questo “1°
Raid ITALIA-MONTENEGRO”, da Manfredonia alle Bocche di Kattaro
in gommone.
I PREPARATIVI
I
mesi trascorrono velocemente, ormai tutto è pianificato sin nei minimi
dettagli, il Console Generale del Montenegro,
dott. Zeljko Stamatovic, ci
ha dato piena disponibilità e per il suo tramite ho avuto la fortuna di
conoscere Branislav Stjepceviv (presidente
della Federazione Vela e membro del Comitato Olimpico del Montenegro), grazie a
lui è stato possibile ottimizzare la macchina organizzativa e superare una
serie di ostacoli. La partenza è fissata per giovedì 1 giugno 2006, 30 uomini +
2 donne formano i 9 equipaggi iscritti a bordo di 6 Zar 65, 2 Zar 61 ed un SACS
7.50. Fervono i preparativi, molti dei gommoni partecipanti sono nuovi e gli
allestimenti mettono in affanno NAUTICA
MICUCCI di Foggia, i nuovi Suzuki 175 cv tardano ad arrivare ma alla
fine finalmente tutto è pronto... o quasi. La domenica prima della partenza si
trascorre provando eliche ed allestimenti, è una splendida giornata estiva,
mare forza olio entusiasmo alle stelle, ma arrivano le prime indiscrezioni
meteo. E’ in arrivo dai balcani una perturbazione preoccupante, che prevede un
brusco calo delle temperature, mareggiate e venti orientali in netto rinforzo.
Sarà la solita buriana estiva ma le carte meteo immediatamente consultate via
internet non promettono nulla di buono proprio nei giorni del Raid. Il briefing
tra i partecipanti, già convocato per lunedì 29 maggio non registra assenze. La
preoccupazione è sui volti di tutti, ma la determinazione di voler affrontare
in ogni caso questo raid è più forte di ogni ragionevole dubbio. Cerco di
rassicurare tutti con una carta meteo presa direttamente dal sito
dell’Aeronautica Militare e che lascia intravedere una speranza proprio per il
Giovedì della partenza.
Le
disposizioni sono comunque chiare ed inequivocabili, tutto resta in piedi come
da programma, suggerisco di spostare la partenza da Manfredonia a Vieste per
guadagnare un po’ di miglia ed aumentare quindi la scorta di carburante. Ogni
gommone avrà a bordo almeno 2 serbatoi portatili per le eventuali emergenze. I
comandanti Maverik’s e Laguna (i più esperti ed anziani del gruppo) saranno i
responsabili della sicurezza in mare ed a loro spetterà
la decisione finale e l’ultima parola, indiscutibile, su tutti gli aspetti
della sicurezza in mare, partenza inclusa. Viene inoltre pianificata una rotta
alternativa via Lagosta (Croazia) che dimezza la tappa d’altura, offre una
navigazione in parte ridossata ma allontana il Montenegro di almeno 40 miglia
per un totale di circa 170 miglia, tutte le decisioni sono rinviate a Vieste.
MERCOLEDI’
31 MAGGIO
Il
meteomar lancia ancora l’avviso di burrasca in Adriatico centro-meridionale,
sappiamo di un peschereccio affondato a San Benedetto del Tronto, ma un tiepido
sole fa capolino tra le nuvole. Il vento è ancora teso ma il mare da segni di
scaduta. Sin dal primo pomeriggio, cominciano ad arrivare i gommoni del raid,
la base operativa è presso la Sede della Lega Navale di Vieste che come sempre
offre la piena disponibilità, ormeggio, strutture, e quant’altro. La carta
meteo rafforza la previsione dei giorni precedenti, è previsto mare poco mosso
ma in peggioramento. Il bollettino meteo viene ormai accantonato e ci si affida
alla esperienza e alla saggezza dei vecchi pescatori del porto, bisogna partire
di buon ora e cercare di guadagnare l’Adriatico nel più breve tempo possibile.
I gommoni ci sono quasi tutti, solo 3 persone hanno dato forfait e quindi si
lascia un gommone e ci si
raggruppa a bordo del Willy, benzina fatta tutto è pronto. Manca solo il Kinowa
che deve raggiungerci da Foce Varano, con lo Zar 65 nuovo di zecca ed appena
varato, il suo equipaggio è arrivato a Vieste in macchina, ma nel tardo
pomeriggio arriva una telefonata “Kinowa è
in mare ma purtroppo in avaria”. Il
vecchio Yamaha 200 cv non riesce a sviluppare tutta la sua potenza e il gommone
a stento va in planata, il buio si avvicina e quindi prudentemente rientra a
Foce Varano. Purtroppo non c’è il tempo per porre rimedio, Kinowa abbandona con
rammarico, non può rischiare ne creare problemi agli altri, poi si saprà che
erano gli iniettori sporchi, peccato. La sera a cena nel ristorante della Lega
Navale di Vieste siamo diventati, 23 uomini, 2 donne e 7 gommoni, c’è molta
allegria ed il buon vino di Alessandro, lo Chef del ristorante
“MOLO 78”, serve a lenire tensioni e preoccupazioni per il lungo
viaggio che ci aspetta l’indomani.
GIOVEDI’
1 GIUGNO
La
sveglia suona di buon ora, alle 7 siamo tutti a bordo, il cielo è scuro,
pioviggina ma il mare pur gonfio sembra in scaduta. Ci si veste come in inverno
pieno per proteggersi dal freddo e dalla pioggia, insieme a cerate, e stivali,
spunta anche qualche casco da motociclista... è dire che siamo in Giugno.
Arriva da Manfredonia IGIUL II, nel frattempo si è fatta una piccola folla di
amici e curiosi, non c’è tempo da perdere un saluto e via, lentamente si
comincia a guadagnare il largo. Le prime miglia vengono affrontate
timidamente, quasi a voler provare il mare, per nostra “fortuna” la costa
garganica sparisce quasi subito tra le nuvole e così inizia il count-down delle
miglia restanti. La pioggia aumenta ed il mare brontola senza dare troppo
fastidio, la velocità pian piano aumenta, ormai siamo in pieno Adriatico e si
procede ad una crociera di circa 35 nodi. Per tre volte incrociamo branchi di
Stenelle che ci fanno festa, i delfini portano fortuna e noi crediamo alle
leggende marinare. Le condizioni però cominciano a mutare, il GPS ci segnala 40
miglia all’ingresso delle Bocche di Kattaro, la pioggia è incessante ma il mare
si mette da levante e rende la navigazione impegnativa. Tra le nuvole
all’orizzonte sembra intuirsi il contorno di alte montagne, ormai è quasi
fatta, il Montenegro è proprio sulla nostra prua si tratta solo di stringere i
denti per almeno un’altra ora. I gommoni non navigano più a vista tra di loro
comunque via radio comunichiamo le miglia mancanti e sappiamo che tutti e sette
i gommoni sono a poche miglia l’uno dall’altro. Dopo 5 ore di mare e di pioggia
finalmente guadagniamo il ridosso proprio all’ingresso delle Bocche di Kattaro.
Una pausa è d’obbligo, non ci sembra vero ma siamo in Montenegro. Dai gavoni
escono termos di caffè e guantiere di cornetti ancora caldi, via radio
avvisiamo “Radio Kotor” del nostro arrivo, ci aspettano così proseguiamo la
navigazione all’interno di questo spettacolare fiordo. Le Bocche di Kattaro si
allungano per oltre 24 km all’interno della costa adriatica, formando tre
profondi bacini
con montagne che cadono a
strapiombo sul mare. La nostra base logistica è l'antico centro di Cattaro
(Kotor), situato tra i monti Lovcen nelle parte più interna delle Bocche di
Cattaro. Fondata dai romani, Cattaro è la più antica città del Montenegro, con
numerosi edifici storici e una bella cattedrale del XII secolo. Nel 1979 subì
gravi danni a causa di un forte terremoto, poi l’incubo di 10 anni di guerra
balcanica, oggi finalmente la voglia di rinascere. Prima di arrivare al porto
di Kotor per le formalità doganali, ci si lascia incuriosire da una chiesetta
situata su un isolotto di fronte alla città di Perast. Secondo una leggenda, la
chiesa, edificata nel 1632 su un precedente edificio religioso del XV secolo, è
sorta su di un isolotto artificiale formatosi nel corso dei secoli in seguito
all’accumulo di rocce deposte dai marinai montenegrini di ritorno dai loro
viaggi.
Disbrigate
le lunghe formalità doganali e issate a bordo le bandiere di cortesia della
nuova repubblica del Montenegro finalmente raggiungiamo l’Hotel Sind con
annesso il piccolo porticciolo dove i pescatori locali, con grande senso di
ospitalità, hanno spostato le proprie barche per far posto ai gommoni. Una
doccia calda e ristoratrice cancella le 140 miglia di mare e le oltre 5 ore di
navigazione sotto una pioggia battente.
VENERDI’
2 GIUGNO
Al
risveglio Kotor si presenta con un paesaggio irreale, un mare immobile avvolto
da nubi basse dove spuntano le alte montagne montenegrine che racchiudono il
fiordo in un’atmosfera ovattata, tipicamente invernale dai colori grigi e
sfumati. La giornata si prospetta piena di impegni, siamo attesi dalle autorità
cittadine di Kotor per un saluto
ufficiale. La pioggia continua incessante così decidiamo di lasciar riposare i
nostri gommoni e ci concediamo una giornata da turisti “VIP”, visto il
trattamento che ci viene riservato. Veniamo accolti in un antico palazzo bizantino, sede del Comune
di Kotor, dal Presidente della Giunta Comunale –
dott. Branko Nedovic - insieme a Sindaco, Assessori, giornalisti e
televisioni. Discorsi, scambio di targhe e doni per tutti gli skipper
dell’Adventure Club Foggia comprese le uniche due donne. E’ la prima volta che
la neonata Repubblica indipendente del Montenegro si presenta in forma
ufficiale di fronte all’Europa, già perché proprio noi in quel momento,
rappresentiamo per loro l’Europa ed il futuro, e nelle loro parole capiamo
quanto siano importanti eventi come questo per un paese che si appresta a
diventare protagonista anche e soprattutto per un turismo nautico sempre alla
ricerca di nuove mete. Questo ponte che abbiamo iniziato a costruire tra le due
sponde dell’Adriatico sarà sicuramente ripercorso da tanti diportisti italiani.
Il
Montenegro ha tutte le potenzialità per diventare presto un approdo sicuro ed
in grado di offrire tutto quello di cui ogni appassionato di nautica ricerca,
natura spettacolare, mare incontaminato, storia, cultura e servizi portuali al
pari della Croazia e della Grecia.
Dopo
la calorosa cerimonia di accoglienza, ci viene messa a disposizione una guida
turistica per una visita al borgo Medioevale di Kotor. La serata si conclude
con una ricca cena e poi con alcuni taxi, molti dei gommonauti raggiungono il
Casinò presso il Grand Hotel Mistral di Budva, per lasciare il classico...
“obolo di beneficenza”.
SABATO
3 GIUGNO
Il
tempo non promette nulla di bello, la pioggia continua incessante e qualche
preoccupazione comincia ad affiorare per il rientro dell’indomani. Nessuno ha
però voglia di buttar via il poco tempo che ci rimane in Montenegro. Si
prendono i gommoni per un breve giro all’interno del fiordo di Kotor, poi fatta
la benzina per il rientro in Italia si riormeggiano i gommoni, il programma
prevede una gita in pullman per visitare la costa sud fino a Budva e Sveti
Stefan per poi inoltrarci all’interno fino a Cetinje l’antica capitale
Montenegrina. Budva è sicuramente la località turistica più rinomata del
Montenegro, caratterizzata da spiagge sabbiose molto belle che si aprono tra
montagne a picco sul mare. Nonostante la vicinanza con le travagliate regioni
della Bosnia-Erzegovina, Budva attira un gran numero di turisti, ha un
porticciolo ben organizzato proprio in prossimità del centro storico
medioevale. A Budva, numerosi alberghi, ristoranti tipici, locali, casinò ecc.
offrono ogni genere di comfort anche a prezzi modici. Alcune miglia verso sud
sorge il villaggio di Sveti Stefan, costruito su un isolotto del mare, è
collegato alla terraferma da un ponte su una stretta lingua di sabbia. Il
paese, fortificato nel XVI secolo, si è spopolato lentamente nel corso del
tempo: gli ultimi abitanti se ne andarono nel 1952 e dopo la loro partenza
tutte le case furono restaurate e l'intero agglomerato trasformato in albergo
di lusso, meta di tanti Vip negli anni prima della guerra. Oggi, Sveti Stefan
sta ritornando ad essere una delle meta più sofisticate e ricercate. Nel
villaggio sorge la chiesa di Santo Stefano, del XV secolo, e la cappella della
Trasfigurazione, del 1693, con resti di affreschi ben conservati.
Lasciata
Budva, il pullman si arrampica su una strada vertiginosa fino ad arrivare a
Cetinje, un piccolo paese balcanico arroccato sulle alte montagne montenegrine
dal passato più che glorioso, infatti fino alla prima guerra mondiale era la
capitale del Montenegro, residenza del Re Nicola I padre della regina d’Italia
Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III. Con il palazzo reale,
oggi trasformato in museo, a Cetinje si trovano ancora ville sfarzose in
completo abbandono, che nei decenni passati
erano sedi di ambasciate di mezza europa, compresa quella Italiana. Il viaggio di rientro a Kotor pur se allietato da
panorami mozzafiato, è di quelli che non si dimenticheranno più per
l’apprensione dovuta ad una strada allucinante che ci porta ad oltre 1150 mt.
con strapiombi a picco resi ancor
più terrificanti dalla continua pioggia e dalle nuvole basse.
Quando
vediamo volare sotto di noi, un aereo della compagnia di bandiera Montenegrina,
ci rendiamo realmente conto di dove ci troviamo, un applauso liberatorio
all’autista del Pullman nasce spontaneo non appena “atterriamo” finalmente al
porto di Kotor.
In
serata, a sorpresa ci viene preparata in albergo una cena di gala con le
autorità montenegrine di Kotor, abbiamo la fortuna di assaporare 100 specialità
ed una cucina genuina con tanti nuovi sapori. La TV nazionale del Montenegro
nei giorni passati ha dato molto riscontro al nostro viaggio, ma questa sera,
durante la cena ed in forma solenne, annuncia con una diretta dal Parlamento di
Podgorica (già Titograd), la
proclamazione ufficiale della Repubblica del Montenegro. Con un lungo applauso
ci sentiamo testimoni di questo evento storico.
Man
mano che le bottiglie del buon vino locale si svuotano, si perde ogni formalità
e solennità, i nostri comandanti Squalo e Grecale improvvisano uno spettacolo
di giochi di prestigio, molto primitivi ma efficaci. Sindaco e Presidente di
giunta con le loro consorti in abito da sera, vengono coinvolti in una serie di
sketch esilaranti che sono sicuro non dimenticheranno mai più. Siamo “Italiani”
e ci facciamo sempre riconoscere, l’equipaggio Willy apre un igloo strapieno di
specialità culinarie tipicamente “Foggiane” che vengono offerte a tutti gli
amici montenegrini... è una festa che unisce la cultura balcanica con la
cultura culinaria del profondo sud-est italiano... una festa che unisce due
mondi simili che finalmente si ritrovano
DOMENICA
4 GIUGNO
La
sveglia ovviamente è di buon mattino, il cielo è ancora cupo e se pur le acque
del fiordo sono immobili, sappiamo che non ci aspetta una traversata facile.
Infatti man mano che ci avviciniamo all’imboccatura delle Bocche di Kattaro, il
mare comincia a gonfiarsi e la pioggia riprende a tormentarci. Questa volta il
mare è proprio di prua con onde alte e ravvicinate, la planata è difficile da
mantenere, per fortuna che la carena dello Zar permette un’andatura
semi-planante anche a bassa velocità, così mantenendo i 3000 giri riusciamo a
tenere una crociera di circa 15 nodi. Si procede lentamente, ma le miglia pian
piano cominciano a scalare dal GPS. Alla nostra destra verso l’orizzonte,
riconosciamo il profilo delle isole Croate di Miljet e Lagosta che ci
accompagneranno per alcune ore, di fronte a noi la costa del Gargano è sempre
molto lontana. I contatti via radio ci permettono di sapere la posizione di
tutta la flottiglia, siamo divisi i tre gruppi, ma comunque sia pur con
difficoltà si procede. Ci alterniamo alla guida, ogni tanto qualche delfino ci
viene incontro e ci mette buon umore. Dopo 5 ore di navigazione, il sole fa
capolino tra le nuvole ma questo non sarà di buon auspicio perché man mano che
ci avviciniamo al Gargano, il vento cambia di direzione e comincia a soffiare
da maestrale con forti raffiche e mare ormai imbiancato dalle onde, le ultime
30 miglia sono particolarmente dure e bagnate. Dopo 8 ore finalmente
intravediamo il faro di Vieste, non ci par vero di raggiungere il ridosso
dell’isolotto di S. Eufemia, aspettiamo che tutti e 7 i gommoni siano
ricompattati per fare una entrata “trionfale” nel porto di Vieste dove troviamo
una piccola folla di amici e curiosi che ci aspetta sul pontile della Lega
Navale. Siamo veramente stanchi ma non per usare un luogo comune, siamo tutti
veramente felici. Il raid si è concluso alla grande e a parte le pessime
condizioni meteo-marine non poteva andare meglio. Per alcuni gommoni il viaggio
continuerà per altre 25 miglia fino a Manfredonia, ma una sosta ristoratrice ed
alcune bottiglie di Ferrari lasciate in fresco all’andata, meritano di essere
bevute.
Quello
che ci resta oltre al ricordo di questi 4 giorni e la consapevolezza di avere
trovato tanti nuovi amici al di là dell’Adriatico ed avere aperto una nuova
rotta turistica verso una meta che
per tante ragioni, guerra inclusa, era stata completamente abbandonata dal
diportismo nautico. Noi dell’Adventure Club Foggia ci sentiamo fieri di essere
stati i primi ambasciatori della neonata Repubblica indipendente del
Montenegro. Con nostalgia ammainiamo le rosse bandiere montenegrine, ma ognuno
di noi le conserverà per poterle issare al più presto, ormai il Montenegro come
la Croazia e la Grecia entrerà a far parte delle rotte turistiche più belle
dell’Adriatico ed i gommoni come spesso accade, sono stati tra i primi ad
approdare, pioneristicamente, in questo nuovo sia pur antico paradiso del
Mediterraneo.
REPORTAGE FOTOGRAFICO
HANNO SCRITTO SU DI NOI....
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