DIARIO DI BORDO: 1° Raid in Gommone “ITALIA-MONTENEGRO”
Da Manfredonia a Kotor (Bocche di Kattaro Repubblica di Montenegro)

1-4 Giugno 2006

“I pellicani dell’Adventure Club Foggia sono i primi ambasciatori italiani nella neonata Repubblica del Montenegro, il raid nautico il primo evento sportivo tra due Stati Sovrani indipendenti”

di Marcello Cavallo
foto di Marcello Cavallo, Saverio Fatone, Michele Paciello

“...Il più bello dei mari è quello che non navigammo...” così inizia una bellissima poesia di Nazim  Hikmet e così inizia anche questa nuova avventura con meta una terra stupenda ma che una serie di circostanze volute dall’uomo (la guerra dei Balcani) ha reso questo desiderio un sogno sempre problematico da realizzare. Questa meta, accarezzata da anni, è la Repubblica del Montenegro. L’ultima volta, alcuni anni fa, il viaggio fu bruscamente interrotto da una avaria al motore proprio all’ingresso delle Bocche di Kattaro. Siamo in pieno inverno e si cominciano a delineare i programmi del Club, le proposte sono come al solito tante e sempre tutte interessanti. Nel frattempo ho notizie da un amico Montenegrino che da loro c’è un gran fermento politico e culturale, in primavera ci sarà un referendum per l’autonomia e l’indipendenza dalla Serbia, vogliono rompere l’isolamento con il mondo occidentale e riavvicinarsi all’Europa. Questo basta per far scattare la molla organizzativa per un nuovo raid in gommone da farsi nei primi di Giugno. Si discute poco, l’idea entusiasma l’intero Club, veterani e neofiti sono già in fermento. So che ci saranno alcuni problemi da risolvere, l’organizzazione deve essere come al solito perfetta e garantire la sicurezza in mare per tutti. La traversata adriatica prevede una rotta tutta in altura di 140 miglia, per un totale di quasi 400 miglia da fare in pochi giorni. Conosco le insidie di questo nostro mare così bizzarro ed imprevedibile, ma l’inverno è fatto per sognare e progettare nuovi viaggi, tutti i problemi nascono per essere risolti così già dai primi di Gennaio si inizia a lavorare per questo “1° Raid ITALIA-MONTENEGRO”, da Manfredonia alle Bocche di Kattaro in gommone.

I PREPARATIVI

I mesi trascorrono velocemente, ormai tutto è pianificato sin nei minimi dettagli, il Console Generale del Montenegro, dott. Zeljko Stamatovic, ci ha dato piena disponibilità e per il suo tramite ho avuto la fortuna di conoscere Branislav Stjepceviv (presidente della Federazione Vela e membro del Comitato Olimpico del Montenegro), grazie a lui è stato possibile ottimizzare la macchina organizzativa e superare una serie di ostacoli. La partenza è fissata per giovedì 1 giugno 2006, 30 uomini + 2 donne formano i 9 equipaggi iscritti a bordo di 6 Zar 65, 2 Zar 61 ed un SACS 7.50. Fervono i preparativi, molti dei gommoni partecipanti sono nuovi e gli allestimenti mettono in affanno NAUTICA MICUCCI di Foggia, i nuovi Suzuki 175 cv tardano ad arrivare ma alla fine finalmente tutto è pronto... o quasi. La domenica prima della partenza si trascorre provando eliche ed allestimenti, è una splendida giornata estiva, mare forza olio entusiasmo alle stelle, ma arrivano le prime indiscrezioni meteo. E’ in arrivo dai balcani una perturbazione preoccupante, che prevede un brusco calo delle temperature, mareggiate e venti orientali in netto rinforzo. Sarà la solita buriana estiva ma le carte meteo immediatamente consultate via internet non promettono nulla di buono proprio nei giorni del Raid. Il briefing tra i partecipanti, già convocato per lunedì 29 maggio non registra assenze. La preoccupazione è sui volti di tutti, ma la determinazione di voler affrontare in ogni caso questo raid è più forte di ogni ragionevole dubbio. Cerco di rassicurare tutti con una carta meteo presa direttamente dal sito dell’Aeronautica Militare e che lascia intravedere una speranza proprio per il Giovedì della partenza.

Le disposizioni sono comunque chiare ed inequivocabili, tutto resta in piedi come da programma, suggerisco di spostare la partenza da Manfredonia a Vieste per guadagnare un po’ di miglia ed aumentare quindi la scorta di carburante. Ogni gommone avrà a bordo almeno 2 serbatoi portatili per le eventuali emergenze. I comandanti Maverik’s e Laguna (i più esperti ed anziani del gruppo) saranno i responsabili della sicurezza in mare ed a loro  spetterà la decisione finale e l’ultima parola, indiscutibile, su tutti gli aspetti della sicurezza in mare, partenza inclusa. Viene inoltre pianificata una rotta alternativa via Lagosta (Croazia) che dimezza la tappa d’altura, offre una navigazione in parte ridossata ma allontana il Montenegro di almeno 40 miglia per un totale di circa 170 miglia, tutte le decisioni sono rinviate a Vieste.

MERCOLEDI’ 31 MAGGIO

Il meteomar lancia ancora l’avviso di burrasca in Adriatico centro-meridionale, sappiamo di un peschereccio affondato a San Benedetto del Tronto, ma un tiepido sole fa capolino tra le nuvole. Il vento è ancora teso ma il mare da segni di scaduta. Sin dal primo pomeriggio, cominciano ad arrivare i gommoni del raid, la base operativa è presso la Sede della Lega Navale di Vieste che come sempre offre la piena disponibilità, ormeggio, strutture, e quant’altro. La carta meteo rafforza la previsione dei giorni precedenti, è previsto mare poco mosso ma in peggioramento. Il bollettino meteo viene ormai accantonato e ci si affida alla esperienza e alla saggezza dei vecchi pescatori del porto, bisogna partire di buon ora e cercare di guadagnare l’Adriatico nel più breve tempo possibile. I gommoni ci sono quasi tutti, solo 3 persone hanno dato forfait e quindi si lascia un gommone  e ci si raggruppa a bordo del Willy, benzina fatta tutto è pronto. Manca solo il Kinowa che deve raggiungerci da Foce Varano, con lo Zar 65 nuovo di zecca ed appena varato, il suo equipaggio è arrivato a Vieste in macchina, ma nel tardo pomeriggio arriva una telefonata “Kinowa è in mare ma purtroppo in avaria”.  Il vecchio Yamaha 200 cv non riesce a sviluppare tutta la sua potenza e il gommone a stento va in planata, il buio si avvicina e quindi prudentemente rientra a Foce Varano. Purtroppo non c’è il tempo per porre rimedio, Kinowa abbandona con rammarico, non può rischiare ne creare problemi agli altri, poi si saprà che erano gli iniettori sporchi, peccato. La sera a cena nel ristorante della Lega Navale di Vieste siamo diventati, 23 uomini, 2 donne e 7 gommoni, c’è molta allegria ed il buon vino di Alessandro, lo Chef del ristorante “MOLO 78”, serve a lenire tensioni e preoccupazioni per il lungo viaggio che ci aspetta l’indomani.

GIOVEDI’ 1 GIUGNO

La sveglia suona di buon ora, alle 7 siamo tutti a bordo, il cielo è scuro, pioviggina ma il mare pur gonfio sembra in scaduta. Ci si veste come in inverno pieno per proteggersi dal freddo e dalla pioggia, insieme a cerate, e stivali, spunta anche qualche casco da motociclista... è dire che siamo in Giugno. Arriva da Manfredonia IGIUL II, nel frattempo si è fatta una piccola folla di amici e curiosi, non c’è tempo da perdere un saluto e via, lentamente si comincia a guadagnare il largo. Le prime miglia vengono affrontate timidamente, quasi a voler provare il mare, per nostra “fortuna” la costa garganica sparisce quasi subito tra le nuvole e così inizia il count-down delle miglia restanti. La pioggia aumenta ed il mare brontola senza dare troppo fastidio, la velocità pian piano aumenta, ormai siamo in pieno Adriatico e si procede ad una crociera di circa 35 nodi. Per tre volte incrociamo branchi di Stenelle che ci fanno festa, i delfini portano fortuna e noi crediamo alle leggende marinare. Le condizioni però cominciano a mutare, il GPS ci segnala 40 miglia all’ingresso delle Bocche di Kattaro, la pioggia è incessante ma il mare si mette da levante e rende la navigazione impegnativa. Tra le nuvole all’orizzonte sembra intuirsi il contorno di alte montagne, ormai è quasi fatta, il Montenegro è proprio sulla nostra prua si tratta solo di stringere i denti per almeno un’altra ora. I gommoni non navigano più a vista tra di loro comunque via radio comunichiamo le miglia mancanti e sappiamo che tutti e sette i gommoni sono a poche miglia l’uno dall’altro. Dopo 5 ore di mare e di pioggia finalmente guadagniamo il ridosso proprio all’ingresso delle Bocche di Kattaro. Una pausa è d’obbligo, non ci sembra vero ma siamo in Montenegro. Dai gavoni escono termos di caffè e guantiere di cornetti ancora caldi, via radio avvisiamo “Radio Kotor” del nostro arrivo, ci aspettano così proseguiamo la navigazione all’interno di questo spettacolare fiordo. Le Bocche di Kattaro si allungano per oltre 24 km all’interno della costa adriatica, formando tre profondi bacini  con montagne che cadono a strapiombo sul mare. La nostra base logistica è l'antico centro di Cattaro (Kotor), situato tra i monti Lovcen nelle parte più interna delle Bocche di Cattaro. Fondata dai romani, Cattaro è la più antica città del Montenegro, con numerosi edifici storici e una bella cattedrale del XII secolo. Nel 1979 subì gravi danni a causa di un forte terremoto, poi l’incubo di 10 anni di guerra balcanica, oggi finalmente la voglia di rinascere. Prima di arrivare al porto di Kotor per le formalità doganali, ci si lascia incuriosire da una chiesetta situata su un isolotto di fronte alla città di Perast. Secondo una leggenda, la chiesa, edificata nel 1632 su un precedente edificio religioso del XV secolo, è sorta su di un isolotto artificiale formatosi nel corso dei secoli in seguito all’accumulo di rocce deposte dai marinai montenegrini di ritorno dai loro viaggi.

Disbrigate le lunghe formalità doganali e issate a bordo le bandiere di cortesia della nuova repubblica del Montenegro finalmente raggiungiamo l’Hotel Sind con annesso il piccolo porticciolo dove i pescatori locali, con grande senso di ospitalità, hanno spostato le proprie barche per far posto ai gommoni. Una doccia calda e ristoratrice cancella le 140 miglia di mare e le oltre 5 ore di navigazione sotto una pioggia battente.

VENERDI’ 2 GIUGNO

Al risveglio Kotor si presenta con un paesaggio irreale, un mare immobile avvolto da nubi basse dove spuntano le alte montagne montenegrine che racchiudono il fiordo in un’atmosfera ovattata, tipicamente invernale dai colori grigi e sfumati. La giornata si prospetta piena di impegni, siamo attesi dalle autorità cittadine di Kotor  per un saluto ufficiale. La pioggia continua incessante così decidiamo di lasciar riposare i nostri gommoni e ci concediamo una giornata da turisti “VIP”, visto il trattamento che ci viene riservato. Veniamo accolti in un antico palazzo bizantino, sede del Comune di Kotor, dal Presidente della Giunta Comunale – dott. Branko Nedovic - insieme a Sindaco, Assessori, giornalisti e televisioni. Discorsi, scambio di targhe e doni per tutti gli skipper dell’Adventure Club Foggia comprese le uniche due donne. E’ la prima volta che la neonata Repubblica indipendente del Montenegro si presenta in forma ufficiale di fronte all’Europa, già perché proprio noi in quel momento, rappresentiamo per loro l’Europa ed il futuro, e nelle loro parole capiamo quanto siano importanti eventi come questo per un paese che si appresta a diventare protagonista anche e soprattutto per un turismo nautico sempre alla ricerca di nuove mete. Questo ponte che abbiamo iniziato a costruire tra le due sponde dell’Adriatico sarà sicuramente ripercorso da tanti diportisti italiani.

Il Montenegro ha tutte le potenzialità per diventare presto un approdo sicuro ed in grado di offrire tutto quello di cui ogni appassionato di nautica ricerca, natura spettacolare, mare incontaminato, storia, cultura e servizi portuali al pari della Croazia e della Grecia.

Dopo la calorosa cerimonia di accoglienza, ci viene messa a disposizione una guida turistica per una visita al borgo Medioevale di Kotor. La serata si conclude con una ricca cena e poi con alcuni taxi, molti dei gommonauti raggiungono il Casinò presso il Grand Hotel Mistral di Budva, per lasciare il classico... “obolo di beneficenza”.

SABATO 3 GIUGNO

Il tempo non promette nulla di bello, la pioggia continua incessante e qualche preoccupazione comincia ad affiorare per il rientro dell’indomani. Nessuno ha però voglia di buttar via il poco tempo che ci rimane in Montenegro. Si prendono i gommoni per un breve giro all’interno del fiordo di Kotor, poi fatta la benzina per il rientro in Italia si riormeggiano i gommoni, il programma prevede una gita in pullman per visitare la costa sud fino a Budva e Sveti Stefan per poi inoltrarci all’interno fino a Cetinje l’antica capitale Montenegrina. Budva è sicuramente la località turistica più rinomata del Montenegro, caratterizzata da spiagge sabbiose molto belle che si aprono tra montagne a picco sul mare. Nonostante la vicinanza con le travagliate regioni della Bosnia-Erzegovina, Budva attira un gran numero di turisti, ha un porticciolo ben organizzato proprio in prossimità del centro storico medioevale. A Budva, numerosi alberghi, ristoranti tipici, locali, casinò ecc. offrono ogni genere di comfort anche a prezzi modici. Alcune miglia verso sud sorge il villaggio di Sveti Stefan, costruito su un isolotto del mare, è collegato alla terraferma da un ponte su una stretta lingua di sabbia. Il paese, fortificato nel XVI secolo, si è spopolato lentamente nel corso del tempo: gli ultimi abitanti se ne andarono nel 1952 e dopo la loro partenza tutte le case furono restaurate e l'intero agglomerato trasformato in albergo di lusso, meta di tanti Vip negli anni prima della guerra. Oggi, Sveti Stefan sta ritornando ad essere una delle meta più sofisticate e ricercate. Nel villaggio sorge la chiesa di Santo Stefano, del XV secolo, e la cappella della Trasfigurazione, del 1693, con resti di affreschi ben conservati.

Lasciata Budva, il pullman si arrampica su una strada vertiginosa fino ad arrivare a Cetinje, un piccolo paese balcanico arroccato sulle alte montagne montenegrine dal passato più che glorioso, infatti fino alla prima guerra mondiale era la capitale del Montenegro, residenza del Re Nicola I padre della regina d’Italia Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III. Con il palazzo reale, oggi trasformato in museo, a Cetinje si trovano ancora ville sfarzose in completo abbandono, che nei decenni passati  erano sedi di ambasciate di mezza europa, compresa quella Italiana. Il viaggio di rientro a Kotor pur se allietato da panorami mozzafiato, è di quelli che non si dimenticheranno più per l’apprensione dovuta ad una strada allucinante che ci porta ad oltre 1150 mt. con strapiombi  a picco resi ancor più terrificanti dalla continua pioggia e dalle nuvole basse.

Quando vediamo volare sotto di noi, un aereo della compagnia di bandiera Montenegrina, ci rendiamo realmente conto di dove ci troviamo, un applauso liberatorio all’autista del Pullman nasce spontaneo non appena “atterriamo” finalmente al porto di Kotor.

In serata, a sorpresa ci viene preparata in albergo una cena di gala con le autorità montenegrine di Kotor, abbiamo la fortuna di assaporare 100 specialità ed una cucina genuina con tanti nuovi sapori. La TV nazionale del Montenegro nei giorni passati ha dato molto riscontro al nostro viaggio, ma questa sera, durante la cena ed in forma solenne, annuncia con una diretta dal Parlamento di Podgorica (già Titograd), la proclamazione ufficiale della Repubblica del Montenegro. Con un lungo applauso ci sentiamo testimoni di questo evento storico.

Man mano che le bottiglie del buon vino locale si svuotano, si perde ogni formalità e solennità, i nostri comandanti Squalo e Grecale improvvisano uno spettacolo di giochi di prestigio, molto primitivi ma efficaci. Sindaco e Presidente di giunta con le loro consorti in abito da sera, vengono coinvolti in una serie di sketch esilaranti che sono sicuro non dimenticheranno mai più. Siamo “Italiani” e ci facciamo sempre riconoscere, l’equipaggio Willy apre un igloo strapieno di specialità culinarie tipicamente “Foggiane” che vengono offerte a tutti gli amici montenegrini... è una festa che unisce la cultura balcanica con la cultura culinaria del profondo sud-est italiano... una festa che unisce due mondi simili che finalmente si ritrovano

DOMENICA 4 GIUGNO

La sveglia ovviamente è di buon mattino, il cielo è ancora cupo e se pur le acque del fiordo sono immobili, sappiamo che non ci aspetta una traversata facile. Infatti man mano che ci avviciniamo all’imboccatura delle Bocche di Kattaro, il mare comincia a gonfiarsi e la pioggia riprende a tormentarci. Questa volta il mare è proprio di prua con onde alte e ravvicinate, la planata è difficile da mantenere, per fortuna che la carena dello Zar permette un’andatura semi-planante anche a bassa velocità, così mantenendo i 3000 giri riusciamo a tenere una crociera di circa 15 nodi. Si procede lentamente, ma le miglia pian piano cominciano a scalare dal GPS. Alla nostra destra verso l’orizzonte, riconosciamo il profilo delle isole Croate di Miljet e Lagosta che ci accompagneranno per alcune ore, di fronte a noi la costa del Gargano è sempre molto lontana. I contatti via radio ci permettono di sapere la posizione di tutta la flottiglia, siamo divisi i tre gruppi, ma comunque sia pur con difficoltà si procede. Ci alterniamo alla guida, ogni tanto qualche delfino ci viene incontro e ci mette buon umore. Dopo 5 ore di navigazione, il sole fa capolino tra le nuvole ma questo non sarà di buon auspicio perché man mano che ci avviciniamo al Gargano, il vento cambia di direzione e comincia a soffiare da maestrale con forti raffiche e mare ormai imbiancato dalle onde, le ultime 30 miglia sono particolarmente dure e bagnate. Dopo 8 ore finalmente intravediamo il faro di Vieste, non ci par vero di raggiungere il ridosso dell’isolotto di S. Eufemia, aspettiamo che tutti e 7 i gommoni siano ricompattati per fare una entrata “trionfale” nel porto di Vieste dove troviamo una piccola folla di amici e curiosi che ci aspetta sul pontile della Lega Navale. Siamo veramente stanchi ma non per usare un luogo comune, siamo tutti veramente felici. Il raid si è concluso alla grande e a parte le pessime condizioni meteo-marine non poteva andare meglio. Per alcuni gommoni il viaggio continuerà per altre 25 miglia fino a Manfredonia, ma una sosta ristoratrice ed alcune bottiglie di Ferrari lasciate in fresco all’andata, meritano di essere bevute.

Quello che ci resta oltre al ricordo di questi 4 giorni e la consapevolezza di avere trovato tanti nuovi amici al di là dell’Adriatico ed avere aperto una nuova rotta  turistica verso una meta che per tante ragioni, guerra inclusa, era stata completamente abbandonata dal diportismo nautico. Noi dell’Adventure Club Foggia ci sentiamo fieri di essere stati i primi ambasciatori della neonata Repubblica indipendente del Montenegro. Con nostalgia ammainiamo le rosse bandiere montenegrine, ma ognuno di noi le conserverà per poterle issare al più presto, ormai il Montenegro come la Croazia e la Grecia entrerà a far parte delle rotte turistiche più belle dell’Adriatico ed i gommoni come spesso accade, sono stati tra i primi ad approdare, pioneristicamente, in questo nuovo sia pur antico paradiso del Mediterraneo.

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