I RACCONTI DEI NOSTRI SOCI (CROAZIA - Incantesimo Dalmata)

Incontro fatale con la magica MLJET, la più meridionale delle isole dalmate.




"Isola" è a volte una parola magica, evoca paesaggi fantastici spesso lontani, irraggiungibili, è sinonimo di evasione, di libertà, di rottura con il quotidiano. Andare per isole è spesso viaggiare alla ricerca di noi stessi, di qualcosa di indefinito, è voglia di partire e non tornare, di scoprire e non celare. Ogni isola è un mondo a sè, ogni isola una storia da raccontare, ogni isola un pezzo di vita che ci appartiene.

Chi va per mare spesso s'innamora di un'isola come se fosse una donna: la conquista, la ama, la sogna, la odia, vorrebbe averla sempre per sè. Ne parla con tutti evocandone i colori, i sapori, i suoni. Poi se Qualcun altro se ne appassiona, si diventa gelosi e quando ci si accorge che troppi l'amano la si lascia e si riprende il «viaggio» alla ricerca di un' altra isola sempre più bella ma più difficile da amare, per non essere traditi. E' in questo affannoso viaggio alla continua ricerca di un pezzo di paradiso perduto, eccoci approdare a Mljet, la più meridionale delle isole dalmate, la meno densamente popolata, la più verde, la più dolce.

A poche miglia da Korkula, si allunga parallelamente alla metà orientale della penisola di Peljesac a formare un canale che rappresenta la porta principale d'accesso per Dubrovnik.

Sfiorare la sua costa per scoprirne le mille bellezze è come accarezzare una donna distesa al sole sul bagnasciuga. Gli alberi scendono dalle vette e ombreggiano la costa, nelle acque si bagnano le radici; in verità sembra di navigare in un bosco.

Grazie alla sua posizione geografica e alla sua lontananza dalla terraferma, Mljet è riuscita a mantenersi intatta ma si è anche trovata costretta all'autarchia e a uno sviluppo economico piuttosto lento, a causa del suo isolamento.

Nei primi anni 60 quasi un terzo dell'isola è passata sotto la protezione dell'Istituto per la tutela dei beni naturali, come riserva ambientale. Il parco naturale di Mljet è definito una delle meraviglie dell'intero bacino mediterraneo.

Il primo villaggio che si incontra arrivando via mare da Korkula o da Lagosta è Pomena, una manciata di case in un porto dell'intera isola - naturale di incomparabile bellezza, dove si trova l'unico albergo posti letto, completamente ristrutturata e fornita di tutti i comfort possibili e l'Hotel Odissea - una struttura turistica di altissimo livello con circa 320 immaginabili. Nei pressi dell'albergo si trova un diving con centro di ricarica. Altre possibilità di alloggio presso le pensioncine di pescatori, che garantiscono quanto basta : un letto, una doccia e pesce fresco.

Praticamente inesistenti negozi, bazar, market e, fatta eccezione per un piccolo bar- pasticceria, tutto il resto rientra nell'arte di arrangiarsi e del fai-da-te. L'acquisto del pane caldo per esempio va fatto la mattina di buonora, prendendo al volo il venditore ambulante di pane che a bordo di una vecchia Fiat 126 annuncia la sua presenza a colpi di clacson.

Da Pomena è possibile accedere attraverso un sentiero al Lago Maggiore e Minore, due singolari bacini naturali. Attraverso l'insenatura di Soline i laghi sono collegati al mare aperto. La loro importanza non è solo naturale o estetica, ma è legata soprattutto al valore storico-culturale che rappresentano. Si sono formati per l'azione del mare che, nel periodo posteriore alle glaciazioni, sommerse le doline carsiche creando così due depressioni riempitesi poi di acqua salata.

Lasciata Pomena possiamo dirigere la prua del gommone sul versante orientale dell'isola per giungere all'antico borgo di Polace, un porto sul fondo di un fiordo completamente riparato da ogni tipo di vento e chiuso dalle isolette di Tajnik, Moracnik e Kobrav che la rendono un ridosso sicuro per ogni imbarcazione. Qualche taverna e alcune case di pescatori attorno ai resti dell'antico palazzo di epoca romana regalano fascino e mistero anche ai visitatori più distratti.

In questa oasi sospesa tra presente e passato possiamo gustare la cucina tipica dell'isola in una delle tavernette che si affacciano sul mare, ognuna delle quali è provvista di botola "magica" con aragoste e pesce vivo.

Poche miglia oltre Polace incontreremo il minuscolo porticciolo di Kozarica, circondato da frutteti e vigneti tra i più rinomati dell'isola, e ancora i porti di Sobra - poco ridossato - e Okuklje, di origine medioevale. Un altro gioiello custodito dallo scrigno di Mljet è la "Fossa" (Jama), una grotta di forma ovale unita al mare da un tunnel lungo una ventina di metri, tranquillo riparo per le piccole barche dei pescatori. All'interno della grotta non penetra mai il sole; verso mezzogiorno per uno strano fenomeno di luce riflessa si forma nel tunnel uno spettro di luce cromatica dai colori fantastici.

La rotta, narra la leggenda, fu l'alcova d'amore di Odisseo - che vi si riparò da una tempesta - e della ninfa Calypso.

Il vagabondare lungo le coste di Mljet ci porterà inevitabilmente nell'eden di Saplunara, sulla punta che vede Dubrovnik; l'intera zona è stata dichiarata riserva naturale.

I pini che vi crescono spontaneamente sono tra i più belli di questa specie, la sabbia è finissima, le scogliere e il mare rendono questo angolo uno dei più affascinanti di tutto il Mediterraneo.

La maestosità della natura nel golfo di Saplunara è sicuramente uno spettacolo unico; fortunatamente l'abitato, costituito da una ventina di case, permette una presenza umana molto discreta e selettiva e questo forse preserverà l'intera zona dal turismo devastante.

Il campeggio nautico completamente autosufficiente rimane l'unica alternativa per «vivere» questo angolo di paradiso in piena simbiosi con la natura. La costa sud-occidentale è sicuramente quella più attraente dal punto di vista subacqueo. I fondali sono per lo più caratterizzati da cigliate mozzafiato con spacchi insaccati di corvine e saraghi; molte le cernie sotto i massoni a parete oltre i venti metri e i dentici che a branchi pascolano sulle posidonie in prossimità delle punte più rilevanti.

La pesca sub e quella sportiva di superficie a Mljet sono rigidamente controllate per via del parco naturale, come nel resto della Croazia, dove è regolamentata da permessi giornalieri rilasciati dalle autorità comunali competenti.

Assolutamente - e fortunatamente - vietato ogni tipo di commercio con il pescato, inutile quindi fare mattanze di pesce; basta pescare quello che si consuma e poi, perchè no, dedicarsi alle prede più prestigiose e più sportive. Navigando attorno a Mljet è possibile incontrare il pesce luna, i delfini e qualcuno racconta anche la foca monaca, ormai scomparsa nel resto dell'Adriatico.

Ci sono tutti gli ingredienti per innamorarsi perdutamente dell'isola, l'importante è saperla rispettare e accettarla così com'è: i comfort, il lusso, i bazar, i pub ecc. cerchiamoli altrove, qui troveremo esclusivamente il grande spettacolo della natura.

Il costo del biglietto è il profondo amore per il mare, per le sue creature, per le sue genti e per le sue leggende. Teniamoci questo piccolo segreto, non divulghiamo più di tanto le pagine di questo articolo, non vorrei un giorno ritornare alla... mia isola e avere nuovamente voglia di scappare e di riprendere il viaggio per chissà dove...

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