di Angelo e Fabio Bertolacci
Proteso in mare, il promontorio del Gargano rompe la linearità delle coste adriatiche preceduto a nord dai laghi salati di Lesina e Varano. Nel lago di Varano è possibile trovare un buon riparo per la propria imbarcazione risalendo uno dei due canali che lo collegano al mare. Proseguendo la navigazione verso sud, incontriamo Rodi Garganico, un interessante borgo di origine greca, abbarbicato su di una roccia ed immerso nel verde. Il piccolo porticciolo, dotato di un pontile lungo un centinaio di metri, non offre sicuro riparo essendo aperto ai venti, in particolar modo o quelli provenienti da E-NE ed è, tra l'altro, soggetto a continui insabbiamenti.
Poche miglia separano Rodi Garganico da Peschici, ridente località turistica. Qui lo costa si abbassa al livello del mare lasciando spazio a lunghi arenili interrotti da punte rocciose, che rendono il paesaggio più vario e suggestivo. In questa piccolo località, il cui porto è stato recentemente ampliato, trovano spazio piccole imbarcazioni.
Lasciata Peschici, navigando verso Vieste, si incontrano lungo la costa numerose torri di avvistamento e di difesa che furono realizzate nel XV secolo per proteggere le popolazioni dalle continue scorrerie dei turchi. Rendono più suggestiva la costa i trabucchi, antichissimi strumenti di pesca, costituiti. da un intreccio di travi e fili che si protendono verso il mare, le cui origini sembrano risalire ai tempi dei fenici. Circondata in gran parte dal mare, col suo candore accecante ci appare Vieste. Antica necropoli e fiorente città medioevale, più volte distrutta dalle travagliate vicende storiche e naturali, conserva ancora oggi la basilica cattedrale ed il castello costruito a strapiombo sul mare. Il porticciolo, protetto da un molo banchinato dotato di uno scivolo, è situato nella Cala di S. Lorenzo.
Proseguendo verso sud, il tratto di mare tra Vieste e Mattinata è da considerarsi il più affascina: baie inaccessibili via terra, rocce a picco e numerose grotte, scovate dalla forza del mare e del vento, arricchiscono la bellezza del paesaggio. Vale la pena di citarne alcune: la grotta dell'Arco Maggiore, quella del Serpente, quella dello Smeraldo, la grotta dei Contrabbandieri, la Sfondata grande, la cui altezza supera i 40 mt e la grotta dei Due Occhi, caratteristica per i suoi giochi di luce.
Con questo scenario giungiamo a Punta Agnuli. che delimita il porticciolo di Mattinata distante 2 Km dal centro abitato; superaffollato nel periodo estivo, è protetto da un lungo molo banchinato o gomito.
Siamo quasi olla fine del promontorio; il paesaggio cambia, le scogliere a picco lasciano spazio od un ambiente diverso. Il mare sempre splendido sembra dissolversi con le sue trasparenze contro le pareti rocciose divenute meno imponenti.
Arriviamo quindi a Manfredonia. Costruita a metà del secolo XIII da Manfredi di Svevia, è il centro più attrezzato per le esigenze nautiche e garantisce una certa comodità al diportista. Si può fare benzina nelle immediate vicinanze del porto, il quale è stato dotato di corrente elettrica e presa d'acqua ed è protetto da lunghi moli chiusi a gomito
Dopo Manfredonia la costa e l'immediato retroterra sono dominati a perdita d'occhio da ampie pianure, prati, acquitrini e lagune, ove miriadi di uccelli trovano il loro habitat naturale. Corona il paradiso naturale del Gargano il piccolo arcipelago delle Tremiti, vero gioiello costituito da tre isolette (una completamente disabitata), meta ambita di subacquei ed archeologi. Distanti, nel tratto più breve, poco più di 12 mg dal continente (Capoiale) e separate l'una dall'altra da canali profondi poco più di 11 m.t., poggiano su un'unica piattaforma e ciò fa presupporre che in passato fossero unite tra loro. Le Tremiti, per un destino comune a molte isole, furono usate come colonie penali dapprima per reclusi comuni e poi per confinati politici, nel periodo tra le due guerre mondiali.
L'isola ai S. Nicola, nonostante sia la più piccola, è considerata il centro storico, amministrativo e religioso dell'Arcipelago. Notevole l'abbazia di S. Maria a Mare, fondata dai benedettini nel 1045, ed il convento castello di epoca rinascimentale, oggi sede degli uffici comunali. Dall'alto della fortezza si gode una veduta mozzafiato; le barche sembrano sospese nel vuoto ed il colore del mare assume a seconda del fondale una miriade di tonalità diverse. L'isola è dotata di un piccolo porticciolo costituito da un'insenatura protetta da due moletti ove è possibile il rifornimento d'acqua. Situato a SW, è soggetto ai venti del I e II quadrante.
L'isola di S. Domino, così chiamata perché anticamente vi esisteva una chiesa dedicata all'omonimo martire, oltre ad essere la più grande è il centro turistico dell'arcipelago, con alberghi, ristoranti e negozi. E dotata di tutti comfort che il turista può desiderare e di scuole di vela, surf, canoa e pesca subacquea. In gran parte coperta di pini d'Aleppo, è caratteristica per le sue numerose cavità naturali, alcune delle quali si possono visitare in barca, come la grotta del Sale, delle Viole e quella del Bue Martino. L'unico approdo all'isola, situato all'estremo NE a Cala degli Schiavoni, è costituito da un tratto di riva banchinata utilizzata sempre dai traghetti, cosa che rappresenta un handicap, unitamente alla completa mancanza di carburante in tutto l'arcipelago. Nell'isola esiste un centro di assistenza motori e di ricarica bombole.
Ultima, ma non meno bella, è l'isola di Capraia, così chiamata per le numerose piante di cappero che vivono sulle sue alte coste. Piccole insenature, dove il mare addentrandosi forma minuscoli bacini e diversi archi naturali, costituiscono l'attrattiva dell'isola.
Tra S. Nicola e S. Domino, come incastonati nell'azzurro mare di questa oasi incontaminata, emergono gli scogli caratteristici del Cretaccio e della Vecchia. Quest'ultimo deve il suo nome ad un'antica credenza, secondo la quale ogni volta che si prospetta un cambiamento del tempo è visibile una vecchia intenta a filare.
In questa splendida cornice, che per la sua bellezza è difficile descrivere in poche righe, hanno avuto luogo le nove edizioni della Gommonata del Gargano.
Il raduno, che non ha avuto fini agonistici, ma è stato un simpatico pretesto per trascorrere alcuni giorni tra appassionati del mare e del plein air è stato organizzato dall'Adventure Club di Foggia ed ha riunito imbarcazioni provenienti da tutta Italia. L'iniziativa, che ha riscosso notevole successo, si prefigge di valorizzare e di divulgare la nautica minore nel Gargano, ove ancora oggi in contrapposizione alle moderne strutture alberghiere (inserite molto bene nel paesaggio) non esistono grandi e sicuri punti d'approdo che potrebbero far diventare la zona meta ideale di un turismo nautico itinerante.
Portolano del Gargano
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