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di Massimo Amatruda
Un tempo, per sapere la profondità del mare sotto la nostra barca, si calava un pezzo di corda con un peso in fondo e si misurava il tutto. Oggi, fortunatamente, l'elettronica ci fornisce strumenti capaci non solo di misurare il fondo con altissima precisione, ma di avere tutta una serie di informazioni aggiuntive su ciò che è sotto di noi senza doverci necessariamente bagnare.
L'ecoscandaglio è uno strumento che, grazie a una serie di impulsi sonori , trasmessi da un trasduttore posto sotto la carena, ci fornisce informazioni sulla profondità del fondo e tutto quello che c'è tra la nostra carena e il fondo del mare (pesci o interi branchi).
Il suo funzionamento si basa sulla riflessione che un corpo (il fondo del mare o un pesce) emette quando questo viene colpito da un'onda sonora. Conoscendo la velocità con cui il suono si propaga nell'acqua, per sapere la profondità del fondo, basta misurare il tempo che un impulso sonoro impiega nel colpire il fondo e, per riflessione, risalire fino al trasduttore. Inoltre la frequenza con cui viene emesso l'impulso, influisce molto sulla risoluzione e la profondità dello strumento. Difatti un onda a bassa frequenza (10KHz), riesce a distinguere due pesci solo se questi mantengono una distanza tra loro superiore a 30 cm., mentre un onda ad alta frequenza (300KHz), distingue due pesci se questi mantengono una distanza tra loro superiore a soli 8 cm. Quindi più è alta la frequenza di emissione, più lo strumento sarà preciso. Ma ci sono altre considerazioni da tener presente.
Gli ultrasuoni ad alta frequenza hanno in acqua una minore capacità di penetrazione e per essere in grado di produrre un'eco adeguato hanno bisogno di molta potenza (strumenti costosi e ingombranti). Viceversa le basse frequenze penetrano, in acqua, più facilmente e quindi hanno bisogno di meno potenza di trasmissione. Come in ogni cosa, bisogna trovare un compromesso.
Inoltre le onde emesse dal trasduttore si propagano sul fondo formando un cono. E' chiaro che più stretto è il cono più la risposta è precisa al suo interno, ma minore è l'area che riesce ad esplorare. Difatti con un cono di 20 gradi, a 5 metri di altezza, si riesce ad esplorare un area del fondo di circa 2 metri di raggio, mentre con un cono di 8 gradi, l'area si riduce a soli 60 centimetri di raggio.
In genere si usano coni molto stretti (tra 8 e 10 gradi) per alte profondità e coni più ampi (tra 20 e 25 gradi) per medie profondità.
Gli ecoscandagli per piccole e medie imbarcazioni usano una frequenza di 200KHz con potenze che vanno dai 400W ai 600W, con la quale si riesce a raggiungere una profondità di circa 200mt.
Oggi anche il più economico degli ecoscandagli è in grado di distinguere i pesci dai branchi, visualizzandoli su un display grafico con forme proporzionali alla loro grandezza e con segnali sonori , di dare indicazioni in metri o in feets sulla profondità del fondo con segali sonori di basso fondale, di misurare la temperatura e spesso anche la velocità dell'imbarcazione.
E' uno strumento utilissimo per chi pesca dalla barca, soprattutto per individuare secche o branchi di pesce, specie se abbinato ad un Gps, ma è anche utile al diportista, per conoscere il fondo in fase di ancoraggio o per non urtare con il motore contro qualche scoglio insidioso.
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